Startup marketing: l’errore più grave è assumere del personale non adatto

Startup marketing: l’errore più grave è assumere del personale non adatto

Le startup esercitano un certo fascino sui giovani millennial, ragazzi propensi al rischio d’impresa e al nomadismo digitale, attratti più dal lavoro agile, dallo smart working e dall’utilizzo delle tecnologie avanzate che dallo stipendio e da un lavoro fisso in una multinazionale.

Parlando con aspiranti esperti di marketing, molti sembrano entusiasti di lavorare per una startup: nessuna burocrazia macchinosa, decisioni rapide e un livello sproporzionato di responsabilità. Al contrario invece delle grandi aziende dove la burocrazia regna e i processi decisionali sono piuttosto lenti.

Tutto ciò renderebbe il mondo lavorativo delle startup il “place to be” ma lavorare in una startup early stage porta con sé una serie di difficoltà e sfide nuove da affrontare, che non si traducono necessariamente in un successo immediato.

Matt Hirst, partner di West – uno dei studi californiani più famosi di venture capital specializzato nella progettazione, costruzione e lancio di brand – ha evidenziato il fatto che uno degli errori più gravi nello startup marketing è quello di assumere il personale non adatto all’impresa. Sembrerebbe che il fallimento dell’operato di un capo marketing, nel ambito delle startup, sia una pratica più comune di quanto si pensi.

Ma perché? E come evitare di fallire in un campo così importante per lo sviluppo di una startup giovane?

Essere multitasking è una caratteristica indispensabile per il personale di una startup. Molti CMO, o senior marketer, sottovalutano la loro capacità di ricoprire più ruoli e funzioni, a maggior ragione se si stanno unendo a una società che finora non ha avuto un dipartimento marketing. In una grande azienda hai il vantaggio di un team su cui puoi contare per funzioni specifiche. Ad esempio, il team di Data Analytics è in generale un dipartimento staccato rispetto al reparto creatività. In una start-up, invece, devi essere pronto a ricoprire tutti quei ruoli da un giorno all’altro e, francamente, per una persona nuova nel ruolo è probabilmente chiedere troppo.

È importante iniziare con onestà, specificando di quale tipo di marketing sei esperto e quali sono invece i tuoi punti deboli. Nel mondo del marketing gira un leggenda che narra che il marketer perfetto sia come un mostro a tre teste: esperto di Brand Marketing, Product Marketing e Growth Marketing. La maggior parte dei marketer può definirsi esperta di una di quelle discipline, forse due, ma pochissime persone sono a livello della legenda. Per questo motivo, quando si costruisce qualcosa da zero nel mondo frenetico delle startup, è necessario essere pronti ad accedere a tutte e tre le discipline perché è ciò che vi verrà chiesto. Di conseguenza, è fondamentale sapere dove eccellete e quali sono i vostri punti deboli.

Iniziare un rapporto con il team in modo trasparente, evidenziando i vostri punti forti ma anche quelli deboli, creerà la fiducia necessaria e getterà le basi per la crescita futura della squadra.

Costruire un team omogeneo e competente è una delle più grandi sfide per un founder. Pertanto,  trovare la persona giusta in grado di ricoprire il ruolo nell’immediato, ma che abbia le capacità e la visione per crescere insieme al tuo business, è fondamentale.

Ricorda, avere un marketer che ha lavorato in una grande azienda non significa sempre che sia un candidato migliore, anzi.

Spesso si corre il rischio che il marketer abituato a gestire grandi budget e curare il marketing per una azienda già affermata, non sia in grado di ottenere risultati soddisfacente con una startup con risorse limitate e un brand sconosciuto.

Quando i non addetti al marketing cercano di assumere bravi marketer, soprattutto nelle start-up, il risultato potrebbe essere catastrofico. Pongono domande generiche durante i colloqui, si concentrano sulle metriche errate e hanno il focus sul tipo sbagliato di candidati. Probabilmente per questo poi il tasso di mortalità di web marketer sta crescendo e le aziende cambiano continuamente personale perché “non ottengono buoni risultati”. Il problema non sono sempre le persone che lavorano, ma anche chi li assume.

Un altro errore nello startup marketing è credere che il marketing riguarda solo i professionisti del settore.

Molti founder sono convinti che le strategie di marketing siano materia esclusiva dei responsabili di marketing. In realtà, è essenziale che anche loro abbiano un ruolo attivo nella definizione di queste strategie, indipendentemente dall’interesse o dall’esperienza in quest’ambito. La maggior parte delle intuizioni, che si sono poi trasformate in strategie di marketing di successo, non sono nate dai responsabili di marketing, ma dai founder e dai team che hanno lavorato insieme al prodotto. Ciò non significa che incaricare qualcun altro sia sbagliato, ma che non potrete delegare la responsabilità di compiere scelte vitali relative alla crescita e al successo del vostro progetto.

Concludiamo ricordando ancora una volta che avere il team giusto è fondamentale per una startup e che selezionare il marketer adatto e impostare la strategia vincente potrebbe rivelarsi una delle operazioni più difficili nel processo di costituzione e crescita di una startup.

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