Quanto vale la tua startup?

Quanto vale la tua startup?

Una delle domande più frequenti in qualsiasi evento di startup o panel di investitori è “come si valuta una startup?”. La sfortunata risposta alla domanda è: dipende.

La valutazione di avvio, per quanto frustrante possa essere per chiunque cerchi una risposta definitiva, è , in effetti, una scienza relativa e non esatta.

Per quelli di voi che vogliono sapere subito quanto vale la startup che hanno creato, la risposta è:

La più grande determinante del valore della tua startup sono le forze di mercato dell’industria e del settore in cui opera, che includono l’equilibrio (o squilibrio) tra domanda e offerta di denaro, l’attualità e la dimensione delle uscite recenti, la volontà di un investitore di pagare un premio per concludere un affare e il livello di disperazione dell’imprenditore in cerca di denaro.

Per quelli che invece vorrebbero saperne di più, andando nello specifico, cercheremo di esplorare i dettagli dei metodi di valutazione nel resto dell’articolo, sperando di far luce sulla domanda: quanto vale la tua startup?

Il valore di una startup, come abbiamo detto prima, è in gran parte dettato dalle forze di mercato nel settore in cui opera. Nello specifico, il valore è dettato dalle forze di mercato in gioco in questo preciso momento e la percezione che si ha oggi di ciò che accadrà in futuro.

La valutazione Pre-Money è un’operazione molto complessa da definire, in quanto, trattandosi di una società che sta nascendo, non possiede dati storici di riferimento delle performance aziendali, per una valutazione cognitiva. Ci sono molte cose da prendere in considerazione, dal team di gestione e le tendenze del mercato alla domanda del prodotto e ai rischi di marketing coinvolti. Per questo, spesso la valutazione è frutto di aspettative confrontabili, dunque, con progetti simili all’interno dello stesso mercato.

Detto questo, impariamo a immergerci ed esplorare alcuni dei metodi più comuni in cui puoi valutare una startup in fase di avvio.

1. Metodo Venture Capital (VC)

Il metodo VC è stato reso popolare nel 1987 dal professore Bill Sahlman della Harvard Business School con la seguente formula:

ROI = Terminal Value / Valutazione Post-money

Quindi:

Valutazione Post-money = Terminal Value / Anticipated ROI

Il calcolo della valutazione è basato sul Return On Investment (ROI) atteso e sul Terminal Value, che misura il prezzo di vendita della startup atteso a circa 5-8 anni, determinato grazie al “Metodo dei multipli”, un metodo comparativo basato sul fatturato e sugli utili di aziende simili, in assenza di variazioni di mercato.

2. Il Metodo Berkus

Si tratta di un metodo piuttosto semplice e il calcolo della valutazione premoney si basa su una serie di punteggi assegnati ad alcune caratteristiche ritenute fondamentali della startup, quali:

  • qualità manageriali del team (rischio di esecuzione), ossia quanto il team è eterogeneo e la loro track record; 
  • proposta di valore (rischio di prodotto/servizio);
  • MVP/prototipo funzionante (rischio tecnologico), ossia a che livello si trova lo sviluppo;
  • relazioni strategiche (rischio mercato e rischio competitivo);
  • prodotto già lanciato e/o venduto (rischio finanziario o di produzione).

Il valore da attribuire ad ognuno di queste voci ha un range fisso che di solito va da 0 a 500 mila euro a seconda del mercato e del grado di sviluppo di ogni elemento.

Questo metodo è indicato maggiormente per progetti di startup nel campo dell’hi-tech, che sviluppano piani di rientro in cinque anni con fatturati da oltre 20 milioni.

3. Il Metodo Scorecard

Si tratta di un metodo comparativo, noto anche come metodo di valutazione Bill Payne, basato sul confronto delle valutazioni Pre-Money di altri progetti di startup nello stesso settore ma ormai attivi da qualche tempo. Il modello prende in esame anche alcune variabili specifiche, quali le caratteristiche del management, del prodotto e della tecnologia utilizzata, le opportunità di collaborazioni o partnership con altre aziende, le possibili minacce, la dimensione aziendale e la competitività del mercato in cui opera, i canali di sbocco dei prodotti e quelli di approvvigionamento.

Come molti metodi, classificare questi fattori è un processo molto soggettivo. Bisogna tenere presente che la scalabilità e il team sono le principali preoccupazioni degli investitori.

Come afferma Payne: “Nella costruzione di un’impresa, la qualità del team è fondamentale per il successo. Un grande team risolverà i primi difetti del prodotto, ma non è vero il contrario“.

4. Metodo di valutazione per multipli

Per le startup che si trovano al Round Stage, ossia hanno già fatto un po’ di soldi e stanno mostrando profitti, il metodo Valuation by Multiples è uno dei più utilizzati.

Facciamo un esempio supponendo che la tua startup generi un EBITDA (margine operativo lordo) di € 250.000.

A seconda del settore in cui operi, della concorrenza, del team di gestione e di alcuni altri aspetti qualitativi, un investitore potrebbe dirti che sta valutando la tua attività a 5 volte, 10 volte o 15 volte il tuo EBITDA attuale.

Questo è uno strumento di valutazione potente e semplice che gli investitori utilizzano per stimare rapidamente il valore di una startup più matura.

Possiamo concludere ricordando che i modelli di valutazione delle startup sono delle semplici approssimazioni. Non esiste un modello perfetto per valutare un’attività che ancora non fattura e non ha dati storici. Tuttavia, i metodi e i dettagli presentati in questo articolo possono darti un’idea chiara di cosa potresti aspettarti e cosa dovresti chiedere per la tua startup.

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