“L’amore per il basket e tanta determinazione sono gli ingredienti principali della nostra startup” – Dario Ferretti, CEO di Pick-Roll

“L’amore per il basket e tanta determinazione sono gli ingredienti principali della nostra startup” – Dario Ferretti, CEO di Pick-Roll

Continua il racconto di Millennials XLab sulle startup fondate e cresciute nella Capitale attraverso la nostra rubrica “Rome (open) innovation city”.

Questa settimana parliamo di sport e ci rivolgiamo in particolare modo agli appassionati di basket. La startup che andremo a presentarvi ha un forte legame con il Gruppo Millennials in quanto è stata la prima startup a far parte del progetto pilota Startup Lab, il precursore di Millennials Xlab.

Oggi vi raccontiamo la storia e il percorso di Pick-Roll attraverso le parole del Co-Founder e Ceo Dario Ferretti.

Dario, come nasce l’idea di Pick-Roll?

“Pick-Roll nasce principalmente dalla nostra passione smisurata per il basket e da quella che è la necessità primaria di un appassionato della pallacanestro: la condivisione e l’aggregazione attraverso il gioco amatoriale, quello del campetto.

L’idea nasce a Bristol nel 2014: ero in vacanza e volevo fare due tiri a canestro ma nessuno sapeva indicarmi il campetto più vicino. In quel momento l’esigenza è diventata ispirazione e ho capito di avere bisogno di una strumento che mi indicasse i campetti più vicini a me e tutte le strutture relative al mondo del basket.

Sono tornato a Roma con questa idea, sorpreso che nessuno, quantomeno in Italia, avesse ancora creato una piattaforma o app che andasse incontro agli amatori della pallacanestro. Ho subito coinvolto il mio amico Giorgio Mortini, anche lui grande fan del basket ed esperto in sales management. Nel giro di pochi mesi, con il supporto di Giorgio, l’idea si è concretizzata in un sito web molto basic ma che da a pochi mesi è diventato il punto di riferimento per gli utenti che condividono la stessa passione. Il progetto iniziava a prendere sempre più forma fino a trovare la sua definitiva collocazione nell’universo digital grazie al contribuito di Francesco Pinna, il digital marketing specialist, l’ultimo arrivato all’interno del team”.

Quando avete capito che Pick-Roll poteva rappresentare qualcosa di più di una piattaforma per appassionati di basket?

“La piattaforma Pick-Roll ha avuto un successo immediato grazie al passaparola e naturalmente grazie ai social network. Il sito era molto semplice, conteneva una mappa, aggiornata direttamente dagli utenti, dove segnalare i campetti da basket e tutte le strutture relative alla pallacanestro. Inoltre, la piattaforma metteva in contatto appassionati dello sport, dilettanti e giocatori amatoriali creando una vera e propria community. Ad oggi, Pick-Roll conta 40 mila utenti registrati, quasi 8 mila strutture inserite e più di 3 mila partite organizzate tra i membri della community: sono numeri impressionanti se si pensa che è un progetto nato per pura passione.

Francesco è stato il primo ad avere l’intuizione di abbandonare la piattaforma web per passare all’app e snellire tutto il processo di geolocalizzazione e inserimento dati direttamente dal cellulare. L’app, totalmente autofinanziata,  ha avuto un successo immediato sfiorando i 10 mila download a pochi mesi dal lancio. Nel frattempo alcune squadre della serie A e A2 hanno iniziato a contattarci, vedendo in noi uno strumento che aggrega e alimenta la passione per il basket.

In quel momento abbiamo capito che, effettivamente, forse avevamo avuto una buona idea che poteva essere affiancata da un modello di business. Il nostro intento iniziale non ero quello di trarne profitto. Da veri appassionati di basket volevamo creare una vera community e fornire un servizio utile. A tal proposito vorrei ricordare che la pallacanestro in Italia è considerata un sport di nicchia e lo dimostra anche il recente fallimento della Virtus Roma, la squadra di basket della Capitale che dopo 60 anni di storia ha detto addio alla pallacanestro e alla serie A per mancanza di sponsor e finanziamenti”.

Quando e come siete entrati in contatto con il Gruppo Millennials e NS12?

“Una volta maturata la consapevolezza che Pick-Roll aveva le potenzialità di diventare una startup – in quanto l’idea c’era e i fruitori anche – abbiamo iniziato a ragionare sul percorso da intraprendere. Io sono un graphic designer, Giorgio lavorava nel sales management e Francesco è esperto nel ambito digital marketing e gaming: nessuno di noi aveva un bagaglio professionale idoneo per fondare un’impresa innovativa. Così, oltre a studiare e a informarci costantemente su quali erano i passi giusti da compiere per fondare una startup, abbiamo iniziato a proporre la nostra candidatura presso diversi Business Angels, finanziatori e incubatori.

L’incontro con il Gruppo Millennials ha rappresentato lo spartiacque tra Pick-Roll piattaforma web e Pick-Roll SRL. La nostra collaborazione si inseriva all’interno dell’iniziativa StartUp Lab attraverso cui il Gruppo apriva le porte alle idee innovative e ai progetti di sviluppo in linea con gli obiettivi aziendali. L’azienda – esperta in tecnologie innovative – ha messo a disposizione tutto il proprio know-how e un supporto a 360° che, oltre agli aspetti tecnici, ha investito anche quelli legali e logistici per lavorare all’evoluzione radicale del progetto. La nuova versione 2.0 dell’app Pick-Roll ha visto la luce nel maggio 2019 ed era esattamente come l’avevamo immaginata: un nuovo modo di vivere il basket”.

Durante la pandemia avete cercato di far evolvere il vostro modello di business ed è nato Pick-Roll Manager. Come siete passati dall’essere l’app della community del basket a costruire un gestionale per le società sportive?

“Il mio mantra è che “in ogni criticità esiste un’opportunità”. La pandemia mondiale e il primo lockdown ci hanno permesso di fermarci e di poter ragionare sul successo che la prima versione di Pick-Roll ha avuto e sulla possibilità di evolvere il nostro modello di business, creando qualcosa di nuovo. Quello che noi abbiamo notato, grazie anche alle partnership con i colossi del settore come la FIP (Federazione Italiana Pallacanestro), è la presenza di un problema che accumunava tutte le società sportive: una gestione societaria molto datata. Abbiamo scoperto che l’80% delle società non utilizza nemmeno un gestionale digitale ma fa ancora riferimento a fogli excel, nelle migliori delle ipotesi, o a una gestione totalmente cartacea. Così è nato Pick-Roll Manager, la piattaforma digitale che permette la gestione della società sportiva a tutto tondo semplificando il lavoro dei dirigenti e degli allenatori, aiutandoli a curare ogni aspetto in modo semplice e pratico.

Quello che mi piace sottolineare spesso è che il nostro non è un lavoro PER le società sportive ma CON le società sportive. Tutte le funzionalità che poi sono state inserite sono frutto di esigenze e di richieste che arrivano direttamente dalla fonte. Pick-Roll Manager aiuta nello specifico la gestione degli atleti e dello staff, fino a quella amministrativa e finanziaria, tutta in un unico applicativo.

I nostri piani per il futuro sono di rendere il gestionale Pick-Roll Manager una piattaforma multi-sport, adattandole alle esigenze di ogni società e di ogni disciplina sportiva”.

Alla luce della vostra esperienza all’interno dello StartUp Lab, il precursore del nostro Millennials Xlab, hai dei suggerimenti da dare alle 4 startup scelte che parteciperanno al programma di incubazione e mentorship?

“Quello che posso dire è che tutto lo staff ci ha supportato a 360°, accelerando il nostro processo di maturazione con risorse manageriali e fornendoci un team di crescita sotto il profilo dello sviluppo tecnologico. Ci hanno garantito un affiancamento costante, in grado di rispondere efficacemente alle esigenze della nostra neo-startup, sia in termini di competitività, sia in termini di visibilità sul mercato. Abbiamo avuto a disposizione spazi, mezzi e professionisti per poter crescere sotto ogni aspetto.

Le startup che sono state scelte per affrontare il periodo di incubazione e avere la possibilità di fare il go to market sono nelle ottime mani, senza dubbio”.

E per concludere, non possiamo esimerti dalla domanda che facciamo a tutti i nostri intervistati: startupper si nasce o si diventa?

“Secondo me, e ne sono più che convinto, startupper si diventa. Anzi, chiunque abbia una passione, un’idea e tanta voglia di studiare e imparare può diventarlo. Non basta avere una predisposizione, bisogna volerlo fortemente e impegnarsi costantemente per raggiungere il proprio obiettivo. Questo viaggio ti fa crescere da tutti i punti di vista e modifica profondamente il tuo modo di ragionare e di approcciarti alla realtà. Quindi bisogna essere pronti a non fermarsi mai”.

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