Impulso startup: la pandemia fa aumentare le nuove imprese innovative

Impulso startup: la pandemia fa aumentare le nuove imprese innovative

Nonostante l’incertezza economica e un mercato volatile, la pandemia ha portato a un aumento delle startup. Al 31 dicembre 2020, sono 3.579 le startup innovative avviate grazie a una modalità di costituzione digitale e gratuita. È quanto emerge dalla 18ª edizione del Rapporto trimestrale di monitoraggio pubblicato dal MISE, in collaborazione con Unioncamere e InfoCamere. Nel quarto trimestre 2020 si sono iscritte alla sezione speciale 338 nuove startup innovative costituite online, il numero più alto tra tutti i trimestri dal 2016, superiore anche al record stabilito nel precedente trimestre (292 startup). Il dato si inserisce in un contesto in cui l’emergenza sanitaria relativa al Covid-19 non è ancora conclusa e dà un segnale positivo all’ecosistema dell’innovazione.

Quali sono le ragioni di questo aumento di startup? Per molte imprese innovative c’è stato un allineamento di forze di mercato, team e innovazione. Analizziamo insieme come le startup stanno avendo successo in tempi incerti.

Le mutevoli esigenze dei consumatori hanno trasformato il mercato

Dopo l’inizio dell’emergenza sanitaria non sono state solo le mascherine e i disinfettanti ad avere picchi di domanda. Molte abitudini legate all’acquisto sono cambiate in modo repentino e l’economia privata continua a generare domanda. Man mano che le nuove opportunità di mercato stavano emergendo, le startup si sono rapidamente orientate per soddisfare le esigenze dei consumatori.

Tutte le soluzioni digitali che hanno fatto l’ingresso sul mercato in questo breve periodo sono una parte importante del nuovo impulso all’innovazione e rispondono perfettamente ai bisogni dei consumatori, i quali hanno iniziato ad utilizzare la tecnologia per tutto: il lavoro, il fitness, la formazione e la socializzazione.

Il boom di Zoom è un chiaro esempio di come il cambiamento delle abitudini dei consumatori abbia dato la priorità alle nuove soluzioni tecnologiche. L’attività sulla piattaforma è passata da 10 milioni di partecipanti giornalieri a dicembre 2019 a circa 300 milioni di partecipanti giornalieri ad aprile 2020.

Le startup stanno cogliendo nuove opportunità di mercato

Le startup hanno un vantaggio importante rispetto alle corporate: sono agili e riescono a modificare il proprio modello di business abbastanza rapidamente per poter rispondere alla domanda di un mercato in continua evoluzione.

Le imprese innovative, pur nelle difficoltà del momento, hanno dimostrato capacità di adattamento e in molti casi sono state capaci di generare rapidamente soluzioni per fronteggiare gli effetti della pandemia. Ben il 63% delle startup high-tech italiane ha intrapreso iniziative a supporto dell’emergenza, come raccolte fondi per donazioni, lancio di nuovi prodotti o servizi, rilascio di soluzioni gratuite. Sono state censite complessivamente 256 iniziative del panorama startup hi-tech italiano attive per fronteggiare l’emergenza sanitaria, coinvolgendo i settori più diversi – dalla digitalizzazione di processi ai servizi alle persone, dai sistemi di distanziamento allo svago, dal delivery ai dispositivi sanitari, dall’e-learning alla sanificazione degli ambienti -. Il 30% delle startup high-tech ha modificato il proprio modello di business durante la pandemia, nella maggioranza dei casi per rispondere a un nuovo bisogno del mercato (dati  Osservatori Startup Intelligence e Digital Transformation Academy).

Lo spirito imprenditoriale è aumentato durante l’attuale crisi globale

“Tutta l’imprenditorialità inizia con i problemi”, ha affermato Patrick J. Murphy dell’Università dell’Alabama. “E quando c’è una recessione economica, una pandemia, un disastro naturale o un altro tipo di situazione problematica puoi aspettarti la crescita dello spirito imprenditoriale per combattere il problema”.

Un nuovo sondaggio Ipsos, condotto in 28 Paesi tra oltre 20 mila intervistati, ha rivelato che un terzo degli adulti in tutto il mondo mostra un livello molto elevato di spirito imprenditoriale. Il sondaggio, condotto alla fine del 2020, rivela che lo spirito imprenditoriale varia notevolmente da Paese a Paese. Su 28 Paesi considerati, l’Italia si colloca al 13° posto con una percentuale del 29% (in linea con la media globale pari al 32% e in aumento del 5% rispetto al 2018). Lattitudine imprenditoriale cresce soprattutto tra i giovani e le donne: la pandemia ha stimolato l’attività imprenditoriale e l’aumento delle startup ne è la conferma.

La tecnologia dell’istruzione è fortemente posizionata

Dalle elementari fino all’università, il passaggio così repentino dalle aule scolastiche alla didattica a distanza ha sconvolto l’ecosistema dell’istruzione. Le famiglie stanno lottando per mantenere l’interesse e l’attenzione di studenti più giovani mentre gli studenti universitari stanno soffrendo la mancanza del confronto e dell’utilità delle lezioni ed esercitazioni pratiche della didattica in presenza.

C’è un’evidente necessità di nuove soluzioni per supportare le esigenze degli studenti online e CB Insights riferisce che la maggior parte degli investimenti edtech nel 2020 si è concentrata sulle startup early stage. Ciò rappresenta un segnale, indicando un proliferare di nuove idee, destinate a  risolvere le esigenze di studenti e insegnanti migliorando nel contempo l’apprendimento online. Anche con il ritorno dell’apprendimento di persona, i nuovi strumenti sviluppati dalle startup continueranno ad aggiungere maggiore flessibilità e migliorare l’accesso all’istruzione.

“L’effetto startup che si è evidenziato durante l’emergenza è un importante patrimonio da cogliere per la ripresa, sfruttando le opportunità di collaborazione in una logica di ecosistema – dice Andrea Rangone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Startup Intelligence -. I segnali sono positivi: durante l’emergenza, mentre diventava evidente agli occhi di tutti il ruolo strategico dell’innovazione digitale, è cresciuto l’interesse per la collaborazione tra aziende, startup e istituzioni in risposta alla crisi, con una spinta all’Open Innovation, di grande rilevanza per lo sviluppo del nostro sistema imprenditoriale”.

Related Posts