Equity crowdfunding per startup: cos’è e come funziona in 5 punti

Equity crowdfunding per startup: cos’è e come funziona in 5 punti

Equity crowdfunding è lo strumento che ha rivoluzionato la raccolta fondi per le startup italiane, dando impulso alla cultura dell’innovazione.

Per le startup, e probabilmente per una qualsiasi impresa early stage, ci sono pochissime cose che possono essere definite più importanti del capitale.

Il panorama competitivo cambierà nel tempo, le condizioni del mercato fluttueranno, il comportamento dei clienti varierà e la composizione del team si trasformerà. Ma la necessità di capitale necessario per una startup in fase iniziale, purtroppo, sarà sempre la stessa.

Ora la domanda sorge spontanea: come si acquisisce il capitale per far partire una startup?

Principalmente si hanno quattro opzioni:

1. Finanziamenti da parte di amici e familiari

2. Venture capital o Business Angels Investitor

3. Un finanziamento da una banca o da altre fonti

4. Investimento dei propri i propri risparmi 

Per la stragrande maggioranza degli imprenditori in fase iniziale, queste quattro opzioni potrebbero non essere realizzabili perché:

1. Non è possibile raccogliere decine o centinaia di migliaia di euro da amici e parenti;

2. I venture capitalist difficilmente investono in un’idea senza un prototipo e senza previsioni a lungo termine;

3. Lo startupper probabilmente non otterrà un prestito bancario in quanto non ha abbastanza garanzie da fornire.

4. La maggior parte degli imprenditori in fase iniziale non ha risparmi sufficienti da poter investire nella propria attività.

Quindi quali altre opzioni ci sono?

Un’opzione importante che è cresciuta rapidamente negli ultimi anni è l’equity crowdfunding.

Si tratta di una modalità di raccolta fondi relativamente nuova in quanto è stata normata in Italia nel 2013. Il nostro Paese è stato il primo in Europa – e sostanzialmente nel mondo, perché negli Usa già esisteva ma con forti limitazioni – a introdurre questo tipo di normativa con una legge e un regolamento. Successivamente il regolamento è stato più volte modificato, favorendo l’impulso agli investimenti. Attualmente il mercato è in continua crescita.

Ma che cos’è l’equity crowdfunding e come funziona? Ve lo spieghiamo in 5 punti.

1. Che cosa significa equity crowdfunding?

L’equity crowdfunding è uno strumento che consente alla “folla” di investitori (crowd) di finanziare startup innovative (ma anche piccole e medie imprese, sia innovative che non) attraverso portali online autorizzati, erogando un contributo finanziario in cambio di quote societarie delle stesse imprese (equity), azioni o azioni dematerializzate. Gli investitori che contribuiscono alla raccolta accedono, di conseguenza, a tutti i diritti patrimoniali e amministrativi che ne conseguono. La quota media assegnata in Italia si aggira intorno al 15%.

2. Come funziona il crowdfunding azionario?

Il meccanismo dell’equity crowdfunding è simile a quello del classico crowdfunding.

Una startup si presenta online sulle piattaforme dedicate e autorizzate, spiega i suoi obiettivi e fissa il target di raccolta che dovrà essere raggiunto entro la fine della campagna. Queste piattaforme non sono solo una porta d’accesso a un investimento democratico ma svolgono anche un ruolo di “garante”. Prima di presentare al pubblico una campagna di equity crowdfunding, infatti, viene fatta una valutazione a monte dei progetti proposti, e vengono selezionati quelli che potrebbero essere maggiormente remunerativi per i potenziali investitori. Si guardano potenzialità di crescita e sviluppo, mercato di riferimento, validità del modello di business, background e competenze professionali del team.

L’utente può seguire l’andamento della campagna in tempo reale, in quanto i dati su capitali raccolti, numero di investitori e countdown al termine sono sempre aggiornati.

In caso di buon esito la startup incassa gli investimenti e procede con il suo business plan, anche se non ci sono, ovviamente, garanzie sul suo successo aziendale. In caso di mancato raggiungimento del target gli investimenti non vengono finalizzati e il donatore non ha nessun tipo di perdita.

3.  Quante sono le piattaforme dedicate all’equità crowdfunding in Italia e come investire?

Le piattaforme autorizzate di equity crowdfunding sono, al momento, 39 e sono tutte registrate sul sito della Consob, l’autorità di vigilanza sulla Borsa.

Una volta scelta la piattaforma su cui registrarsi e il progetto da finanziare, bisogna inserire la somma da investire. Il processo di investimento è così semplice che il sistema, per proteggere l’utente e aiutarlo a considerare la rischiosità dell’operazione, si accerterà dell’idoneità tramite un test per valutare il grado di appropriatezza, come richiesto dal Regolamento Consob. L’utente, anche se risulta non idoneo, può decidere di procedere comunque con l’investimento. A questo punto si riceverà l’email di riepilogo dal sito e si potrà effettuare il bonifico tramite home banking. 

4. Quali sono i vantaggi?

Dal punto di vista delle startup, il vantaggio è di aprirsi un sistema di finanziamento innovativo e “democratico”, nel senso che l’esito della raccolta dipende solo dalla valutazione sulla qualità del proprio business plan (e non da fattori collaterali come il network di conoscenze o zona di provenienza, almeno in teoria).

Per quanto riguarda gli investitori invece, il vantaggio è che chiunque può investire tramite crowdfunding azionario. Non bisogna essere ricchi investitori professionali per accedere a questa forma di finanziamento: il mercato è aperto anche a piccoli investitori retail che decidono di offrire piccole somme di denaro. Per capirci, a seconda del progetto proposto, l’investimento minimo può anche essere di 250-500€ – una cifra accessibile a tutti.

5. Quali sono i rischi?

Per quanto possa avere diversi aspetti vantaggiosi, l’equity crowdfunding è un investimento a tutti gli effetti e quindi comporta dei rischi che chiunque deve considerare.

Tra questi l’eventualità che la startup in cui si investe fallisca: succede alla maggior parte delle aziende alla fase iniziale, e quindi c’è più probabilità che si perda il capitale investito rispetto a quella di un ritorno di un profitto. Pertanto non bisognerebbe investire più denaro di quanto ci si possa permettere di perdere.

Un altro rischio da considerare è che qualsiasi investimento sia soggetto a diluizione. Ciò significa che se la startup dispone un aumento di capitale in un secondo momento, emetterà nuove azioni della società partecipata ai nuovi investitori e la percentuale della società che si possiede sarà ridotta considerevolmente.

L’equity crowdfunding è un settore in continua crescita in Italia, come abbiamo già detto. E’ un’opportunità senza precedenti per le startup di reperire capitali necessari ma anche un’opportunità unica per i piccoli investitori. L’importante è affidarsi a portali autorizzati, per entrambe le parti.

E voi eravate a conoscenza di cosa fosse equity crowdfunding?

Avete mai investito in qualche campagna?

 

 

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