Come le startup stanno cambiando e si stanno adattando all’era della pandemia?

Come le startup stanno cambiando e si stanno adattando all’era della pandemia?

Il 2020 è stato un anno che ha lasciato il segno. Nel mondo degli affari, sia le aziende che i dipendenti sono stati messi alla prova, costretti a destreggiarsi tra la vita personale e quella lavorativa, trovando nuovi modi per interagire con amici e colleghi di lavoro. Ciò ha creato nuove sfide ma ha anche spinto molte aziende a reinventarsi e innovare, creando nuovi modi di operare. Le startup in particolare si sono dimostrate molto forti, hanno reagito con grinta e molte ne sono uscite illese o addirittura migliorate.

Il Covid-19 non ha di fatto frenato la nascita delle startup italiane e molte si sono messe in gioco, collaborando e contribuendo fattivamente ad affrontare gli effetti della pandemia, principalmente pro-bono. Il report “Startup vs Covid-19” di Criplo Factory ha messo in evidenza che 1 startup su 5 ha intrapreso iniziative per contrastare direttamente l’emergenza sanitaria.

Complice il forte carattere innovativo e la capacità di reazione di tali aziende, molte startup stanno attualmente cercando di ripartire e diverse hanno colto la crisi come opportunità per accelerare il cambiamento e la transizione digitale.

Diamo un’occhiata e andiamo ad analizzare rapidamente come le imprese innovative stanno cambiando e si stanno adattando a questa nuova era della pandemia.

Cambiamenti rapidi

Le startup sono uniche nella loro capacità di apportare cambiamenti significativi rapidamente, tendono ad essere agili e in grado di adattarsi a nuovi modi di operare velocemente.

Quando i governi statali e locali hanno iniziato a emettere le misure restrittive e hanno imposto il lavoro da casa all’inizio di del 2020, le startup si sono trovate in una posizione avvantaggiata rispetto alle grandi società con regole più rigide e maggiore burocrazia. Non solo molte startup sono state in grado di implementare rapidamente le nuove strategie di smart working che non hanno avuto un impatto negativo sulla produttività, ma hanno anche trovato dei modi per rendere il lavoro agile più comodo e divertente. Questa spirito di adattabilità, rafforzato dal senso di appartenenza che molti collaboratori provano ha reso più facile per le startup non perdere tempo prezioso durante la pandemia.

Ricerca e sviluppo

Così come il “lavoro da casa” è diventato una nuova norma, anche la “ricerca e sviluppo da casa” stanno guadagnando terreno. Le aziende e le startup hanno iniziato sempre di più a esplorare a livello globale le risorse e collegarle virtualmente. Ciò è facilmente realizzabile tramite tecnologie cloud per lo sviluppo e una semplice rete internet per le comunicazioni quotidiane. Ciò che è nato per necessità può facilmente diventare un nuovo modo di operare: una startup potrebbe avere la sede principale, ad esempio, a Roma con solo uno o due dipendenti e avere il resto del team dislocato a livello nazionale o addirittura globale. È una situazione vantaggiosa per le startup poiché consente di accedere a una maggiore quantità di risorse a un costo notevolmente inferiore.

Abbiamo anche una testimonianza diretta a tal proposito da parte di Marco Apollonia – Ceo di myAEDES – che ci ha confermato che la pandemia e l’essere costretti a lavorare da casa ha portato nel loro team 2 professionisti che vivono e lavorano in Regioni italiane ben distanti da quello che è il quartier generale della startup. Con una sede fissa e una una struttura di lavoro convenzionale ciò non sarebbe stato possibile fino a poco tempo fa.

La pandemia ha cambiato profondamente il mondo degli affari e continuerà ancora per molto a  influenzare in modo significativo il ciclo di vita di una startup, dal suo fondamento fino a relativi finanziamenti o exit. Più che mai, le startup di successo avranno bisogno e richiederanno collaboratori esperti e in grado di guidare l’impresa per superare questi tempi turbolenti.

Tuttavia, c’è da sottolineare l’attitudine con cui le startup si sono adattate ai cambiamenti legati alla pandemia e questo è qualcosa di positivo da cui possiamo ripartire in questo nuovo anno.

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