Come diventare una startup innovativa e perché farlo?

Oltre 10 mila startup innovative sono nate in tutta Italia dal 2012 dando vita a un’ecosistema di imprese e startup ad altissimo contenuto di innovazione tecnologica e sociale.

Ma cos’è una startup innovativa, come lo si diventa e quali sono i vantaggi e le agevolazioni pensati specificamente per questo genere di imprese?

Da fine 2012, il Governo italiano ha emanato un decreto – definito successivamente  “Startup Act” – volto a promuovere un modello di crescita sostenibile, basato sullo sviluppo di un ecosistema di imprese votate all’innovazione. Lo Startup Act, infatti, è nato per favorire la nascita e lo sviluppo di nuove imprese innovative e ad alto valore tecnologico, prevedendo un corpus normativo di strumenti e misure di vantaggio che incidono sull’intero ciclo di vita della startup innovativa stessa in tutte le sue fasi, fino alla maturità. Dopo otto anni dall’emanazione del decreto, il settore è in forte crescita con più di 10 mila startup innovative registrate che rappresentano circa il 3% di tutte le nuove società di capitali attive e avviate nell’ultimo quinquennio.

Cos’è una startup innovativa?

Dare una definizione di startup innovativa è necessario per comprendere chi può essere beneficiario delle misure che vi illustreremo a breve.

Secondo la normativa, può definirsi startup innovativa una qualsiasi impresa costituita in forma di società di capitali o anche in società cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non siano quotate su un mercato regolamentato, ossia in borsa.

Quali sono i requisiti per diventare startup innovativa?

  • la società non deve essere costituita da più di 60 mesi al momento della data di presentazione ;
  • avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • a partire dal secondo anno di attività il valore totale annuo della produzione deve essere inferiore a 5 milioni di euro;
  • avere sede in Italia oppure in un Paese dell’UE. In questo secondo caso la società deve avere almeno una sede produttiva o una filiale in Italia;
  • non deve distribuire e non ha distribuito utili;
  • non sia costituita a seguito di una fusione o di una scissione societaria oppure a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda;
  • il contenuto innovativo della startup deve essere identificato da almeno uno di questi tre elementi:
  1. le spese in ricerca e sviluppo devono essere uguali o superiori al 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della startup innovativa. Da questa categoria di spese, sono escluse quelle per l’acquisto e la locazione di beni immobili mentre sono da considerarsi tali le spese legate allo sviluppo precompetitivo e competitivo (per esempio, sperimentazione, prototipazione e sviluppo del business plan), quelle relative ai servizi di incubazione forniti da incubatori certificati, i costi lordi di personale interno e consulenti, le spese legali sulla proprietà intellettuale;
  2. il team deve essere formato per almeno 1/3 da dottori di ricerca o dottorandi di università italiane o straniere, oppure laureati che, da almeno tre anni, sono impegnati in attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati con sede in Italia o all’estero; oppure per almeno 2/3 da soci o collaboratori che hanno conseguito una laurea magistrale;
  3. La startup deve essere titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto registrato (privativa industriale) oppure titolare dei diritti relativi ad un “programma per elaboratore originario” (software) registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore (SIAE), che siano direttamente connessi all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.

Verificati questi requisiti, è possibile iscriversi alla sezione speciale del Registro imprese riservata alle startup innovative. I principali vantaggi derivanti dall’iscrizione nell’apposito registro hanno origine principalmente da agevolazioni fiscali e da misure per favorire l’accesso a fondi e finanziamenti.

Agevolazioni fiscali, ma non solo

  • Modalità di costituzione digitale e gratuita: le startup innovative hanno la possibilità di costituire la propria azienda interamente online, utilizzando l’apposita piattaforma e in maniera gratuita.
  • Esonero da diritti camerali e imposte di bollo: alle startup innovative non si applica il diritto annuale dovuto in favore delle Camere di Commercio, nonché i diritti di segreteria e l’imposta di bollo abitualmente dovuti per gli adempimenti da effettuare presso il Registro delle Imprese.
  • Assunzione di personale semplificata e agevolata: startup innovativa può assumere personale con contratti a tempo determinato della durata massima di 24 mesi. All’interno del citato arco temporale, i contratti potranno essere anche di breve durata e rinnovati più volte, senza i limiti sulla durata e sul numero di proroghe previsti dalla norma generale.
  • Possibilità di remunerare il personale in modo flessibile.
  • Remunerazione attraverso strumenti di partecipazione al capitale: le startup innovative possono remunerare i propri collaboratori con strumenti di partecipazione al capitale sociale (come le stock option), e i fornitori di servizi esterni attraverso schemi di work for equity.
  • Incentivi fiscali per gli investitori in equity: gli investitori di capitale di rischio saranno agevolati mediante importanti incentivi fiscali.
  • Raccolta di capitali tramite campagne di equity crowdfunding: è stato regolamentato il mercato dell’equity crowdfunding, anche attraverso la creazione di un apposito registro.
  • Facilitazioni all’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI: le startup innovative beneficiano di un intervento semplificato, gratuito e diretto del Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, un fondo a capitale pubblico che facilita l’accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari.

Per concludere, oltre a quanto già detto, in caso di successo le startup innovative che continuano a caratterizzarsi per una significativa componente di innovazione possono fare il passaggio e trasformarsi automaticamente in PMI innovative. In questo modo il legislatore ha inteso estendere i benefici a tutte le imprese innovative.

 

 

 

 

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