Come costruire la brand identity della tua startup?

Come costruire la brand identity della tua startup?

Per una startup che si approccia per la prima volta al mercato il brand è un elemento essenziale.

Quando si da vita ad una nuova attività, di solito si pensa subito al nome, al business plan e si corre alla ricerca di fondi. Ma si dimentica, in molti casi, di costruire e curare l’identità e l’immagine della nascente startup.

Per brand intendiamo “un segno distintivo sviluppato dall’azienda venditrice per identificare la propria offerta e differenziarla da quella dei concorrenti. Sintetizza la notorietà e l’immagine che un’offerta è stata in grado di consolidare presso un determinato pubblico di riferimento; la percezione del sistema di offerta da parte dei clienti si riflette nell’identità (brand identity), nell’immagine (brand image) e nel posizionamento di marca (brand positioning)”.

In sintesi – non stiamo parlando solo del nome e del logo, ma anche dell’offerta dell’azienda, del suo modo di parlare con il pubblico e dei suoi valori.

Di conseguenza la brand identity sarà sia l’insieme dei fattori che compongono l’immagine del brand (nome, logo, claim, ecc.), sia l’insieme dei valori, della personalità e della mission della startup.

Ci sono molti modelli che vengono utilizzati per definire la brand identity di una startup ma quello più utilizzato è semplice, il brand identity prism, creato da Jean-Noel Kapferer, uno specialista in materia di branding riconosciuto a livello internazionale.

Il prisma illustra 6 aspetti della brand identity: elementi fisici, personalità, cultura, relazione, immagine riflessa e rappresentazione di sé.

Da notare che non vi è molta differenza tra questi e le caratteristiche che rendono ciascuno di noi una persona unica e inimitabile.

Secondo il modello, la sintesi di ciascuno di questi elementi è ciò che conduce al successo di un brand. Vediamo uno per uno il loro significato.

                                     

1) Physique

Si tratta dell’insieme delle caratteristiche oggettive ed esteriori associate all’immagine della startup, ossia l’aspetto fisico, e comprende il logo, lo schema colori, il packaging, le community e gli spazi online.

Se parlassimo della Coca Cola, sarebbe costituito da: il logo, il font corsivo e la forma della classica bottiglietta in vetro.

2) Personality

E’ il carattere del brand, il modo con cui la marca si porge al pubblico, il suo carattere, il suo tono di voce.

La personalità si esprime con un certo stile di scrittura o di voce, con lo stile di design, anche con le celebrità di cui ci si avvale per ottenere endorsement.

La personalità della Coca Cola è felice, giocosa, rinfrescante e rinvia a tutto ciò che ha a che fare con la condivisione e il divertimento.

3) Culture

Potremmo dire che “culture” sta per “universo culturale”, ossia il sistema di valori e i principi fondamentali su cui il brand basa il suo comportamento

Ad esempio, l’accettazione del diverso di Benetton, i valori della famiglia per Barilla, la meridionalità di Vallelata. Da notare che vi è (o vi dovrebbe essere) un legame profondo di coerenza tra la cultura del brand e la sua organizzazione.

4) Relationship

La relazione è il tipo di rapporto umano, interpersonale o sociale, che la marca mette in scena e supporta. Ad esempio: la serenità della famiglia Barilla, la festa di Martini, gli amici della festa Nutella. Coca Cola simboleggia la relazione come un rapporto fra pari di persone che appartengono alla stessa comunità.

5) Reflection

Il riflesso è lo “specchio delle brame” che riflette le aspirazioni del target, è l’acquirente più stereotipato di quel brand, è il modello nel quale il pubblico si proietta.

Un’azienda potrebbe avere diversi tipi di acquirenti, ossia diverse “personas”, ma qui ce ne deve essere uno solo: il tipo “top” di acquirente.

Nel caso della Coca Cola, ancora, potrebbe essere il giovane di età compresa tra i 15 e i 18 anni che ha come valori il divertimento, l’amicizia, e lo sport, anche se l’audience di Coca Cola è molto più ampia.

6) Self image

Si tratta di una “mentalizzazione”: è l’auto-immagine del consumatore che deriva dall’uso della marca. Self image rinvia a come il consumatore si sente attraverso l’uso della marca.

Un esempio molto tipico è quello di Apple: chi usa i suoi prodotti si vede come persona che “pensa diverso”. I marketer e i pubblicitari possono fare ricorso al sé ideale della loro target audience per dirigere la propria strategia e il proprio approccio.

Ad esempio, chi beve Coca Cola, potrebbe vedersi come una persona sociale, comunicativa e che cerca l’avventura.

Abbiamo inquadrato il concetto di brand identity. Provate ad applicare il prisma di Kapfer al vostro  startup business e vedete se riuscite a definire in maniera chiara le caratteristiche di tutte le sei facce del prisma.

Costruire una brand identity solida non è un’impresa impossibile. Cerca di capire come il prodotto o il servizio della tua startup stia davvero cambiando la vita della tua audience, facilitando il suo lavoro e divenendo una risorsa essenziale per loro.

Focalizzati sulla tua unicità nel posizionare il brand e stabilisci una beachhead che ti consenta di poter avanzare in futuro. Guadagna rispetto prestando attenzione a cosa dici e come lo dici, porta valore in modo che la tua brand identity sia solida e potente a lungo termine.

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