Business Model Vs Business Plan: quando e come usarli

Business Model Vs Business Plan: quando e come usarli

Il successo o l’insuccesso di qualsiasi business si può misurare nella capacità dell’azienda di creare valore per i propri clienti. In quest’ottica il primo passo da fare per rafforzare o migliorare un’azienda, per lanciare un nuovo prodotto/servizio o per avviare una startup di valore, è quello di stabilire con precisione cosa bisogna fare, come bisogna farlo e per quali clienti l’azienda vuole creare valore. Traduzione: è necessario creare il business model e il business plan.

Differenza principale tra un business model e un business plan

Il business model e il business plan sono strettamente correlati tra loro. È facile confondere un modello di business con un business plan. Eppure entrambi i strumenti hanno funzioni specifiche, in alcuni casi simili ma nella maggior parte degli altri casi completamente differenti.

Il business model è il meccanismo attraverso il quale l’azienda genera valore, mentre il business plan è un documento che presenta la strategia della società e le performance economico-finanziarie previste per gli anni a venire.

Infatti, mentre un business model è un framework per comprendere il modo in cui funziona un’impresa, un business plan è un documento che aiuta a comprendere la strategia futura di un’organizzazione e le sue prestazioni attese in un periodo di tempo compreso tra tre e cinque anni.

Solitamente gli investitori voglio sapere esattamente come funziona la tua attività di business o come pensi che funzionerà in futuro. Mantenere una distinzione tra questi due strumenti è fondamentale, nonostante il business plan include molto spesso al suo interno il business model. La differenza tra i due concetti riguarda sia le risorse esterne (investitori, stakeholder e altre parti) ma anche interne (proprietari, top management, azionisti).

Comprendiamo meglio i due concetti in modo da sapere quando e come utilizzarli.

Business Model

Il business model è l’insieme delle soluzioni organizzative e strategiche attraverso le quali l’impresa acquisisce un vantaggio competitivo. In particolare, rende espliciti quali sono i suoi clienti, cosa la distingue, le sue risorse e relazioni chiave, i suoi canali distributivi e la struttura dei suoi costi.

“Il business model descrive la logica con la quale un’organizzazione crea, distribuisce e cattura valore”. – Alexander Osterwalder

È importante sottolineare che il valore citato è quello percepito dal cliente, dato dalla differenza tra benefici ricevuti e costi sostenuti, e che l’approccio customer oriented è quello da adottare costantemente nella realizzazione di un business model in qualsiasi realtà. 

Ecco alcuni esempi dei modelli di business più comuni:

  • produzione (la società vende prodotti e servizi che produce);
  • pubblicità (l’obiettivo è quello di generare ricavi con la vendita di spazi pubblicitari);
  • commissione (la società agisce come intermediario tra il venditore e l’acquirente e prende una percentuale su ogni vendita che ha aiutato a generare);
  • sottoscrizione (l’azienda riceve ricavi dai suoi abbonati a intervalli regolari);
  • freemium (l’azienda offre 2 versioni del suo prodotto: gratuita e a pagamento);
  • accessori (l’azienda offre un prodotto gratuitamente o ad un prezzo vicino al suo costo di produzione e genera un profitto sulla vendita di accessori).

Business plan

Il business plan è un documento economico/finanziario complesso e molto voluminoso, nel quale, dopo lo studio delle diverse aree dell’azienda, si inserisce una proiezione di lungo periodo tramite tabelle budgetarie del futuro stato patrimoniale, arricchendolo di analisi e previsioni. Questo è il documento comunemente presente, anche per via della sua complessità e natura, sui tavoli di stakeholder ed investitori, indipendentemente dalla dimensione del business alle loro spalle.

In sostanza il business plan indica quanto è necessario, in termini di assets, tempistiche e budget, per mettere in pratica il business model. Ne consegue che il suggerimento migliore è quello di redigerlo solo dopo aver validato il proprio modello di business, in modo da poterlo agilmente adattare al target di riferimento (banche, venture capitals, business angels, partners e/o futuri soci).

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